
Da segnalare oggi l’intervista di Giovanna Vitale al deputato del Partito Democratico Claudio Mancini, pubblicata su la Repubblica, dedicata al voto della Camera sul disegno di legge costituzionale per Roma Capitale.
Dopo il primo via libera di Montecitorio alla modifica dell’articolo 114 della Costituzione, il confronto politico si è concentrato soprattutto sull’astensione del PD su Roma Capitale. Una scelta che Mancini, nell’intervista, rivendica come posizione costruttiva e non come chiusura al percorso di riforma.
Il deputato democratico respinge infatti l’idea di un Partito Democratico contrario a maggiori poteri per la Capitale. Il punto, spiega, è evitare che il nuovo status costituzionale resti una cornice priva di strumenti reali. Da qui il passaggio più significativo dell’intervista: “Con risorse e poteri votiamo sì”.
“Serve una legge ordinaria che ancora non c’è”
La ragione dell’astensione del PD su Roma Capitale riguarda quindi la necessità di affiancare alla riforma costituzionale una legge ordinaria capace di definirne l’attuazione concreta. Mancini sottolinea che “serve una legge ordinaria che ancora non c’è”, perché senza quel testo rischierebbero di mancare proprio gli elementi decisivi: competenze effettive, risorse adeguate, autonomia amministrativa e strumenti di governo.
Nell’intervista emerge così una posizione diversa da quella rappresentata in queste ore da parte della maggioranza. L’astensione non viene presentata come un no alla riforma, ma come una richiesta di garanzie. Per il PD, Roma deve avere più poteri, ma questi poteri devono essere realmente esercitabili e accompagnati da risorse certe.
No a “sgambetti” del governo: “Meloni non tradisca la città”
Mancini richiama anche la responsabilità della presidente del Consiglio, sintetizzata nel titolo dell’intervista: “Meloni non tradisca la città”. Il messaggio politico è chiaro: Roma ha bisogno di una riforma vera, non di un riconoscimento solo simbolico o di una bandiera da agitare nel confronto parlamentare.
Per questo l’astensione del PD su Roma Capitale lascia aperta la possibilità di un voto favorevole nei prossimi passaggi. Se il governo presenterà una legge attuativa adeguata e garantirà alla Capitale poteri reali e risorse sufficienti, il Partito Democratico potrà sostenere la riforma. In caso contrario, il rischio è consegnare a Roma un nuovo titolo costituzionale senza gli strumenti necessari per governare meglio una città che svolge una funzione nazionale e internazionale unica.




