La Camera dei Deputati ha approvato oggi in prima lettura il disegno di legge costituzionale che modifica l’articolo 114 della Costituzione e rafforza lo status di Roma Capitale. Il provvedimento è passato con 159 voti favorevoli, 33 contrari e 55 astenuti. Tra gli astenuti anche il Partito democratico, che ha scelto una linea definita da Roberto Morassut come “astensione costruttiva”, lasciando aperta la possibilità di un voto favorevole nei successivi passaggi parlamentari.

La riforma interviene su uno dei nodi storici dell’assetto istituzionale della Capitale: il divario tra il ruolo nazionale e internazionale di Roma e gli strumenti amministrativi effettivamente disponibili per governare una città complessa, estesa e gravata da funzioni che vanno ben oltre quelle di un normale Comune.
Il cuore del testo è l’inserimento di Roma Capitale tra gli enti costitutivi della Repubblica, accanto a Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato. Non si tratta solo di una formula simbolica: la modifica costituzionale attribuisce a Roma una potestà legislativa propria in alcune materie decisive per la vita quotidiana della città.
Tra le competenze indicate dal disegno di legge ci sono trasporto pubblico locale, polizia amministrativa locale, governo del territorio, commercio, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, promozione e organizzazione delle attività culturali, turismo, artigianato, servizi e politiche sociali, edilizia residenziale pubblica e organizzazione amministrativa di Roma Capitale.
Come si arriverà all’approvazione definitiva
Il provvedimento prevede inoltre che una successiva legge dello Stato, approvata a maggioranza assoluta da entrambe le Camere e sentiti il Consiglio regionale del Lazio e l’Assemblea elettiva di Roma Capitale, disciplini il nuovo ordinamento della Capitale. La stessa legge dovrà definire anche le forme di decentramento amministrativo e riconoscere a Roma condizioni peculiari di autonomia amministrativa e finanziaria, nel rispetto dell’articolo 119 della Costituzione.
È un passaggio importante, ma non immediatamente operativo. La riforma costituzionale dovrà completare l’intero iter previsto per le leggi di revisione costituzionale e, anche dopo l’eventuale entrata in vigore, le nuove funzioni legislative saranno esercitate solo a partire dalle prime elezioni dell’Assemblea di Roma Capitale successive alla riforma. Nel frattempo continueranno ad applicarsi le leggi regionali del Lazio e le norme vigenti sull’ordinamento capitolino.
Il PD si astiene, stupore di Giorgia Meloni. Gualtieri: “Bene primo ok. Mi auguro consenso più ampio”

Sul piano politico, il voto ha aperto un confronto acceso. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “amarezza e stupore” per l’astensione del PD, sostenendo che il testo avrebbe recepito proposte avanzate dal sindaco Roberto Gualtieri. Il sindaco di Roma, pur auspicando un consenso più ampio, ha definito positivo il primo via libera della Camera, perché consente l’avvio dell’iter parlamentare su un provvedimento considerato necessario per dotare la Capitale di poteri e risorse adeguati al suo ruolo.
Morassut ha spiegato che per rendere la riforma davvero efficace “occorreranno risorse adeguate. Come Pd abbiamo chiesto che il governo presenti presto, e in parallelo alla riforma costituzionale, una legge ordinaria che garantisca i mezzi e le risorse necessarie. Ci auguriamo che l’esecutivo mantenga gli impegni assunti nel confronto interistituzionale su questo punto, consentendo – conclude il deputato dem – il nostro pieno voto favorevole nelle prossime letture”.
La posizione del Partito Democratico non appare dunque come una bocciatura del principio di maggiori poteri per Roma, ma come una scelta interlocutoria. Morassut ha parlato di un’astensione che “potrà anche trasformarsi in un voto positivo”, sottolineando l’esigenza di arrivare a una soluzione efficace per la riforma di Roma Capitale e richiamando la proposta del sindaco Gualtieri come la strada migliore per concretizzare questo obiettivo.
Nel prossimo passaggio al Senato il Partito democratico si attende strumenti e risorse concreti
La questione vera, ora, sarà capire se nei prossimi passaggi parlamentari il testo riuscirà ad allargare il consenso e a tradurre il riconoscimento costituzionale in strumenti concreti: poteri chiari, risorse adeguate, decentramento effettivo e una governance capace di rispondere ai problemi reali della città, dal trasporto pubblico alla gestione del territorio, dai servizi sociali alla tutela del patrimonio storico e culturale.
Per Roma si apre quindi una fase nuova. Il primo voto della Camera non chiude il percorso, ma segna un punto politico e istituzionale rilevante: la Capitale entra con maggiore forza nel testo costituzionale e rivendica un assetto più coerente con il peso che esercita per il Paese. La sfida sarà evitare che la riforma resti una cornice formale e fare in modo che i nuovi poteri diventino davvero capacità di governo, efficienza amministrativa e migliore qualità della vita per cittadine e cittadini.
Documenti:
• Il testo approvato dalla Camera
• La relazione tecnica del Disegno di legge di riforma costituzionale




