Scrive su la Repubblica Marina de Ghantuz Cubbe che il futuro di Spin Time Roma torna al centro del dibattito cittadino. Dopo il sequestro dell’immobile di via di Santa Croce in Gerusalemme 55, seguito al principio di incendio del 29 luglio, circa cinquanta persone risultano ancora senza una sistemazione stabile. Per questo gli attivisti chiedono a Roma Capitale di completare al più presto il percorso per individuare gli alloggi mancanti e, parallelamente, di non escludere l’ipotesi dell’esproprio.
La soluzione considerata più efficace resta l’acquisto dello stabile da parte del Comune, attraverso un bando pubblico per un immobile con caratteristiche analoghe a quelle del palazzo che per tredici anni ha ospitato una comunità di circa 400 persone in emergenza abitativa. La proprietà, Investire Sgr, dopo aver respinto l’accordo ponte proposto dal Campidoglio per consentire un rientro rapido degli abitanti dopo alcuni lavori, ha dichiarato l’intenzione di avviare comunque il percorso di vendita a Roma Capitale.
Gli attivisti, sostenuti dal confronto con il team legale che segue la vicenda, chiedono però che il Campidoglio si prepari anche a un piano alternativo: la dichiarazione di pubblica utilità, passaggio necessario per arrivare all’esproprio. Una strada più complessa, ma ritenuta utile come garanzia nel caso in cui l’acquisto non dovesse procedere.
La vicenda assume anche un forte valore politico. Spin Time viene indicato dagli attivisti come un banco di prova per una diversa idea di città, capace di contrastare il peso crescente dei grandi fondi immobiliari nelle trasformazioni urbane. Sullo sfondo c’è anche la campagna elettorale del 2027, nella quale il tema della rendita immobiliare e del diritto all’abitare potrebbe diventare uno dei nodi centrali del confronto pubblico romano.
Fonte: articolo di Marina de Ghantuz Cubbe, “Spin Time, in campo il team legale: ‘Un acquisto rapido oppure l’esproprio’”, pubblicato su La Repubblica Roma il 18 agosto 2026. Link: leggi l’articolo su La Repubblica




