Configurazione attuale del mercato di piazza delle Coppelle nel Centro Storico di Roma
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Mercati rionali, il bando di Roma arriva al mercato di piazza delle Coppelle

Il nuovo bando sui mercati rionali pubblicato dal Municipio I non riguarda un episodio isolato, ma un intervento che tocca una parte significativa della rete commerciale del centro di Roma. Con la determinazione dirigenziale del 2 aprile 2026, il Municipio ha messo a gara 86 posteggi distribuiti tra cinque mercati del proprio territorio: 40 a piazza dell’Unità, 34 al mercato Vittoria, 6 a San Saba, 3 in via Sommeiller e 3 a piazza delle Coppelle. Le concessioni previste hanno durata decennale.

Non si tratta neppure di mercati tutti uguali tra loro. Il bando coinvolge infatti sia mercati in sede propria, come Vittoria e piazza dell’Unità, sia mercati in sede impropria, come Sommeiller, San Saba e piazza delle Coppelle. Questo dato aiuta a leggere meglio l’operazione del Municipio I: da una parte grandi strutture che hanno bisogno di riempire spazi vuoti e accompagnare percorsi di riqualificazione; dall’altra presìdi più piccoli e fragili, dove la posta in gioco è soprattutto la sopravvivenza di una funzione commerciale di prossimità. Quest’ultimo è un passaggio interpretativo, ma coerente con l’impianto del bando e con la diversa scala dei mercati coinvolti.

Il provvedimento del Municipio I si inserisce inoltre in una strategia più ampia che Roma Capitale rivendica da tempo sul sistema dei mercati rionali. Nel Rapporto alla città 2025, il sindaco ha parlato di oltre 60 milioni di euro investiti su circa 140 mercati e di un ufficio di scopo dedicato; nell’articolo di Repubblica del 12 aprile 2026 Andrea Alemanni ha rilanciato la stessa impostazione, parlando di una “scommessa” del Comune su strutture da rendere più vive e polivalenti.

Dentro questa operazione più ampia rientra anche il mercato di piazza delle Coppelle, che nel nostro territorio assume un valore particolare. Qui infatti i posteggi messi a bando sono soltanto tre, ma proprio per questo la questione è più politica che numerica: nel pieno del Centro Storico, mantenere una presenza mercatale significa difendere un pezzo di commercio quotidiano in una piazza sempre più esposta alla pressione della ristorazione e del turismo.

Il mercato di piazza delle Coppelle entra dunque nel nuovo bando promosso da Roma Capitale per i mercati rionali del Municipio I con una configurazione molto precisa. A Coppelle i posteggi messi a bando sono tre, con concessione di 10 anni. La planimetria allegata li colloca nello slargo tra via delle Coppelle e vicolo della Vaccarella, cioè in uno spazio ancora visibile e riconoscibile dentro la piazza.

Il bando racconta anche un altro elemento importante: nel mercato di piazza delle Coppelle non si parla, almeno per ora, di somministrazione o di nuove formule ibride. I tre box previsti sono tutti destinati all’ortofrutta. È una scelta che non punta a trasformare Coppelle in una vetrina alla moda, ma semmai a conservare un presidio commerciale essenziale. Anche per questo il caso di Coppelle è diverso da quello di altri mercati del Municipio I, dove il dibattito ruota maggiormente intorno alla riqualificazione degli spazi o all’ampliamento delle funzioni.

Foto storica di piazza delle Coppelle con i banchi del mercato e le botteghe affacciate sulla piazza a Roma
Una foto storica di piazza delle Coppelle tra gli anni 50 e 60, con i banchi del mercato e le botteghe che si affacciavano sulla piazza.

Sul piano storico, piazza delle Coppelle merita un’attenzione particolare. Lo stesso nome dell’area richiama una vocazione commerciale antica: il Geoportale di Roma riconduce infatti il toponimo “Coppelle” alle fabbriche di piccole ciotole di legno. Questo non basta da solo a dimostrare la continuità dell’attuale mercato, ma indica con chiarezza il legame storico tra questo spazio urbano e le attività di scambio.

C’è poi un passaggio ottocentesco che rafforza questa lettura. L’Archivio Capitolino segnala, tra le pratiche relative alla dogana e al mercato del pesce, i lavori di costruzione del nuovo mercato del pesce in piazza delle Coppelle. Conviene essere rigorosi: non significa che il mercato odierno coincida con quello di allora. Significa però che la piazza aveva già una funzione mercatale strutturata nella Roma postunitaria.

La continuità più concreta con il Novecento passa invece dall’Antica Frutteria delle Coppelle, che i canali ufficiali di Roma descrivono come banco storico attivo dal 1957 e come ultimo grande banco rimasto del mercato rionale scoperto che si svolgeva nella piazza. A questo si aggiunge un altro elemento non secondario: nel 2025 la Regione Lazio ha inserito piazza delle Coppelle nell’elenco dei mercati storici riconosciuti.

Dentro il quadro generale del rilancio dei mercati rionali, l’assessore capitolino al Commercio Jacopo Scatà ha spiegato che il bando “fotografa l’esistente”. È una chiave utile anche per leggere Coppelle: qui non si tratta di inventare un mercato nuovo, ma di evitare che scompaia del tutto una funzione storica del quartiere. Ed è proprio questo che rende il tema interessante per il nostro territorio. A piazza delle Coppelle non si misura soltanto una procedura amministrativa, ma la capacità di Roma di difendere nel Centro Storico una presenza commerciale legata alla vita quotidiana dei residenti e non soltanto al consumo turistico.

Il punto, allora, non è solo assegnare tre posteggi. La vera domanda è se il mercato di piazza delle Coppelle possa continuare a rappresentare un presidio utile per residenti, lavoratori e vita di quartiere, dentro un Centro Storico che rischia sempre più di perdere i suoi servizi quotidiani. È qui che la vicenda locale di Coppelle parla a tutta la città: il rilancio dei mercati non si misurerà soltanto sulle inaugurazioni o sui bandi, ma sulla capacità di conservare funzioni vive, accessibili e riconoscibili nei quartieri di Roma.

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