La visita del sindaco Roberto Gualtieri a Spin Time nel giorno di Ferragosto ha riportato al centro del dibattito romano una questione che riguarda sicurezza, emergenza abitativa e dignità delle persone. Dopo l’incendio del 29 luglio nello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, oltre 130 nuclei familiari, circa 400 persone tra cui molti minori, sono rimasti fuori dall’edificio.
Una situazione difficile, resa ancora più complessa dal caldo estivo e dalla presenza di bambini, anziani e persone fragili. Per Roma Capitale, l’obiettivo è stato fin da subito quello di garantire assistenza immediata e lavorare a soluzioni abitative sostenibili.
Spin Time, l’intervento di Roma Capitale dopo l’incendio
Dalla notte dell’evacuazione, il Campidoglio ha attivato Protezione civile, Polizia locale, unità di strada, operatori sociali e reti territoriali. Sono stati garantiti pasti, brandine, supporto ai nuclei più vulnerabili e prime sistemazioni temporanee.
La presenza di Gualtieri a Ferragosto non è stata solo un gesto simbolico. È stata la conferma di una linea politica precisa: affrontare una crisi sociale senza ridurla a un semplice problema di ordine pubblico.
Circa 160 persone già ricollocate dopo l’evacuazione
Nelle settimane successive all’incendio di Spin Time, Roma Capitale ha lavorato per individuare sistemazioni alternative, con particolare attenzione alle famiglie con minori, alla continuità scolastica e ai legami con il territorio.
Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione, sono già state trovate soluzioni per circa 160 persone. Il confronto con la comunità di Spin Time e con le istituzioni coinvolte resta aperto, con l’obiettivo di tenere insieme sicurezza, dignità e interesse pubblico.
Il futuro dello stabile di Santa Croce in Gerusalemme
Il nodo centrale resta il futuro dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme. Il Campidoglio ha proposto alla proprietà l’acquisizione pubblica dello stabile, insieme a un accordo transitorio per permettere il rientro delle famiglie dopo gli interventi necessari alla messa in sicurezza.
L’ipotesi non nasce oggi. L’acquisizione di Spin Time era già stata inserita nel percorso del Piano Casa dell’amministrazione Gualtieri, come possibile soluzione per superare la logica dell’emergenza e costruire una risposta ordinata e stabile.
La proposta, però, è stata respinta dalla proprietà. Un passaggio importante, soprattutto di fronte a chi attribuisce al Campidoglio responsabilità che non dipendono direttamente dall’Amministrazione.
Come ha sottolineato il sindaco durante la visita, una soluzione pubblica e strutturale avrebbe un costo inferiore rispetto alla somma degli interventi emergenziali necessari per assistere nel tempo le famiglie rimaste senza una sistemazione stabile.
Legalità, sicurezza e dignità: la sfida di Spin Time
La vicenda di Spin Time pone questioni delicate: sicurezza dell’edificio, proprietà, agibilità, legalità e tutela delle famiglie. Nessuno di questi aspetti può essere ignorato.
Ma legalità non può significare lasciare bambini e famiglie sul marciapiede. Sicurezza non può tradursi nella cancellazione improvvisa di una comunità. Governare significa tenere insieme regole, diritti, protezione delle persone e capacità di costruire soluzioni concrete.
La posizione del Partito Democratico su Spin Time
La destra prova a trasformare Spin Time in uno scontro ideologico. Il Partito Democratico deve stare dalla parte delle istituzioni che si assumono responsabilità, della sicurezza reale, della dignità delle persone e delle politiche pubbliche per la casa.
Spin Time non è soltanto una questione di ordine pubblico. È il simbolo di una crisi abitativa che attraversa Roma e molte grandi città italiane. Per questo servono risposte serie: assistenza immediata, protezione dei più fragili, confronto con la comunità, messa in sicurezza e una soluzione strutturale per il futuro.
Roma Capitale ha scelto la strada più difficile: non voltarsi dall’altra parte, non alimentare propaganda e lavorare per una soluzione possibile.
Questa è la Roma che vogliamo: una città che non lascia sole le famiglie, non cancella le comunità e non rinuncia a governare anche i problemi più complessi.




